di Antonia LEZZA
Ho promosso la presentazione de “Il salotto nudo” prima di tutto per un segno di amicizia e sodalizio intellettuale con Gius Gargiulo, che frequento dai tempi della “nostra“ Università , che noi chiamavamo l’Università di Napoli, poi ridenominata “Federico II”. Erano anni importanti quelli, gli Anni 70, anni di forte fermento e di contestazione. Gius, iscritto a Filosofia, io a Lettere Classiche. Gius tesista di Aldo Masullo, io di Vittorio Russo. Gius veniva da Sorrento, ma abitava a Napoli per frequentare i corsi, i collegamenti allora erano carenti. Oggi lo sono ugualmente: la Circumvesuviana impiega un tempo incredibilmente lungo per un percorso che potrebbe essere compiuto in 50 minuti! Di questo abbiamo spesso parlato con Gius che potrebbe raccontare le sue trasferte “sulla Vesuviana” intrattenendoci simpaticamente, raccontandoci aneddoti e avventure varie… Sì perché una delle caratteristiche di Gius è la sua ironia, la descrizione dei fatti con quel sano senso dello humour che è una componente essenziale della sua personalità senza dimenticare i suoi molteplici interessi culturali che gli hanno consentito di occuparsi sempre con grande competenza di letteratura, di cinema, di linguistica, di informatica umanistica e di teatro. Gius è un grande e ineguagliabile conversatore. Pertanto la presentazione del volume è soprattutto un’occasione per dimostrare che c’è ancora una gran voglia di conversare, di raccontarsi, di “vestire il salotto”, di confrontarsi in un clima di libertà di idee e di apertura, senza condizionamenti. E questo già mi sembra molto importante.
I relatori per il loro profilo culturale ben si configurano rispetto all’analisi del volume. Ariele D’Ambrosio, medico, poeta, intellettuale attento ai processi comunicativi, che tra l’altro hanno costantemente guidato Gius, ha sempre esaminato il fenomeno pop, come dimostrano i suoi originali contributi su questo tema. Annalisa Aruta Stampacchia, francesista, casanovista, ha costantemente “divorato” gli studi di Gius, in particolare quelli sul Settecento e su Casanova. Davide Speranza, giornalista, critico attento e intelligente, con una seria formazione nel settore della Comunicazione, dei media in generale, come un performer raffinato e denso è riuscito a trasformare l’analisi de “Il salotto è nudo” in una partitura del testo di cui tutti potranno apprezzare, attraverso il video, l’aspetto sperimentale e espressivo.
Il volume è diviso in sei capitoli che affrontano temi storico-sociali, di politica, di costume, di cinema, televisione soprattutto. Per ogni capitolo c’è un’ampia bibliografia che conferma la validità del metodo di ricerca di Gius. Una bibliografia critica che spazia dai testi in lingua italiana, a quelli inglesi, americani e francesi, che per vastità e coerenza vale un altro volume!
Grazie quindi a Gius che ci consente con questo libro un attraversamento multidisciplinare che è l’esito di una lunga e ricca frequentazione di testi, che ben letti e utilizzati come lui riesce a fare, riescono a raggiungere un risultato eccellente. Mi piace chiudere questo mio breve scritto, che riprende totalmente il mio intervento in occasione della presentazione del 4 marzo di quest’anno, per ribadire che occasioni come questa rappresentano per l’Associazione un momento di confronto significativo e di sviluppo delle idee, ma soprattutto la conferma di un principio che perseguiamo da tempo, e che cioè tutto è Teatro, nel senso che tutto può, non obbligatoriamente, ma spesso, con attraversamenti e percorsi adeguati, condurci al teatro, in quella zona che Gius Gargiulo definisce, nel caso della originale lettura di Davide Speranza, una “interzona transdotta e teatralizzata”.