Rivoluzione e tormenti: I fratelli De Filippo

di Mariarosaria MAZZONE

Nel 2021 Sergio Rubini firmava la regia cinematografica de I fratelli De Filippo, presentando il film in concorso alla Festa del Cinema di Roma; la pellicola, nel tempo ha ricevuto diverse candidature per i David di Donatello, i Nastri d’argento, il Globo d’oro, mentre la colonna sonora di Nicola Piovani vince i prestigiosi premi David di Donatello come miglior musicista, il Nastro d’Argento per la migliore colonna sonora e il Premio Ennio Morricone al Bif&st. Il film viene presentato nelle sale a metà dicembre del 2021 e il 30 dello stesso mese va in onda su Raiuno, riscuotendo un gran successo, grazie ad una scelta interessante che permette, in poche settimane, di raggiungere grandi ascolti, sia cinematografici che televisivi.

Il film oggi è diventato anche uno spettacolo teatrale, sempre per la regia di Rubini, ed è giunto a Napoli per il Campania Teatro Festival 2026, in scena al Teatro Mercadante.

Il sipario è aperto e conduce su un palcoscenico nel palcoscenico – sembra che alcune prove siano in corso – attaccapanni, sedie, divani sono posizionati ai lati di quinte visibili, il balconcino iconico di Questi fantasmi è alla destra della scena, quasi in proscenio, una pedana è posizionata al centro del palco e il fondale rappresenta l’immagine di una Napoli antica. L’incipit di apertura è affidato a  Sergio Rubini, il quale, seduto al balconcino, evoca e ricorda Eduardo, sebbene il Maestro non sia da lui interpretato, e ci conduce nei meandri della tormentata storia dei fratelli De Filippo. Il balconcino è presente durante tutta la messinscena e sembra assumere il ruolo del coro: da quella posizione si osserva tutto e si può raccontare ciò che non si riesce a spettacolarizzare. Inoltre, diventa uno spazio apparentemente metateatrale, dedicato ai “monologhi” degli interpreti.  Sulla pedana scorre la vita di Eduardo, Titina e Peppino e il racconto è caratterizzato da numerosi e continui cambi di scena, i quali sebbene siano rapidi, appaiono però eccessivamente frequenti, mentre il racconto attraversa la vita pubblica e privata dei fratelli. Probabilmente si tende a sintetizzare, in scena, ciò che è raccontato per esteso all’interno del film, ma anche tra le pagine  di diverse e recenti  pubblicazioni che descrivono la storia di questa famiglia,  Tante tavolate, diversi litigi, prove e provini o addirittura spezzoni di spettacoli, amori che nascono o che finiscono, tutti elementi riversati all’interno del racconto, ma soprattutto si descrivono alcuni momenti emblematici della loro vita, il distacco dalla famigerata famiglia paterna e l’ascesa dei tre fratelli, quest’ultima fase raccontata, non a caso, nei minimi dettagli. Rispetto alla versione filmica, all’interno dello spettacolo sono presenti solo due attrici: Susy Del Giudice, che difende bene e con naturalezza il ruolo di Luisa De Filippo, e Marianna Fontana che a teatro ricopre spesso ruoli eterogenei, ma la sua connotata e riconosciuta intensità sembra disperdersi in questo spettacolo a causa di una recitazione a tratti eccessivamente affettata. Gli altri attori lavorano per rendere onore ai giganti che interpretano, talvolta con difficoltà, altre in modo puntuale; l’attore più convincente è sicuramente Antonio Orefice – nel ruolo di Peppino – il quale dà voce alle fragilità e alle insicurezze di questo uomo e artista complesso, con estrema disinvoltura, in un crescendo di emozioni che inevitabilmente conquista il pubblico. Sergio Rubini è presente sulla scena interpretando personaggi minori, ma resta sempre ai margini del palcoscenico nel suo ruolo “reale” di regista. Gli attori e il regista osservano i colleghi recitare, lo spettatore guarda gli attori sulla pedana e ai lati delle quinte, anche quando gli interpreti sono in attesa e osservano a loro volta ciò che avviene sulla scena, ricreando così quella struttura pirandelliana tanto evocata durante tutto lo spettacolo, sottolineando ancora una volta quanto Eduardo  avesse appreso dal drammaturgo siciliano. Questa regia, volutamente eterogenea e ricca di cambi, di oggetti, di passaggi, coadiuvata dalla bella colonna sonora di Nicola Piovani, se all’inizio può confondere le idee, alla fine appare vincente. Il sipario si chiude proprio quando va in scena Natale in casa Cupiello e il successo, per i fratelli De Filippo, finalmente arriva.

Foto Eugenio Blasio

Campania teatro Festival 2026

Teatro Mercadante Napoli

5-6 luglio 2026

I FRATELLI DE FILIPPO

Tratto dal libro Vita di Eduardo di Maurizio Giammusso

DI CARLA CAVALLUZZI, ANGELO PASQUINI, SERGIO RUBINI
DI E CON SERGIO RUBINI
E CON SUSY DEL GIUDICE E MARIANNA FONTANA
FRANCESCO DEL GAUDIO, ANTONIO OREFICE, ANGELA ROSA D’AURIA, SIMONE BORRELLI, EMANUELA SACCARDI
MUSICHE NICOLA PIOVANI
COSTUMI MAURIZIO MILLENOTTI
SCENE ROBERTO CREA
LUCI MARCO MACRINI
COPRODUZIONE BEST LIVETEATRO STABILE DI CATANIA E FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL – CAMPANIA TEATRO FESTIVAL

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