di Mariarosaria MAZZONE
Un sipario aperto, degli specchi geometricamente posizionati al centro della scena, un fondale e delle pareti di tende, anch’esse specchiate, e una musica ad alto volume attendono lo spettatore.
Rendez-vous è un appuntamento con l’illusione, ma non è un’illusione fine a sé stessa, c’è la storia, ci sono le avanguardie novecentesche – tra futurismo e surrealismo – c’è Duchamp, c’è l’arte circense che si fa teatro attraverso la corporeità a volte perfetta talvolta volutamente errata e imprecisa degli attori-performer, c’è la risata tout court dello spettatore divertito e deriso allo stesso tempo.
La famiglia Thierrée, in un debutto assoluto al Campania Teatro Festival 2026, sul palcoscenico del Teatro Mercadante, si riunisce e racconta la propria storia familiare e professionale in un flusso onirico che non può che trascinare l’astante-spettatore.
In un’ora o poco più scorrono situazioni buffe, flashback, scorci di vita quotidiana, animali, sketch spiazzanti, tutti raccontati con il corpo, con il volto, la musica e le luci, ci si incontra senza parlare, ma nel non detto verbale si scorge il divertimento.
Victoria Thierrée-Chaplin e Jean-Baptiste Thierrée sono i perni della compagnia, lei figura minuta, ma gigantesca, sembra giocare con il palcoscenico e con i costumi nei quali abilmente si muove, si trasforma, con i quali suona. Jean-Baptiste Thierrée – maître à penser – è sagacemente strambo, scatena la risata, gioca con il pubblico, lo prende in giro, il pubblico sa già cosa farà, ma è proprio questa bizzarra prevedibilità che lo diverte. I due figli Aurélia Thierrée e James Thierrée sono i veri performer, non superano mai il proscenio, mantenendo intatta l’illusione e l’immaginazione della quarta parete ma oltrepassano largamente il limine del mondo circense. Aurélia Thierrée e James Thierrée giocano con i loro corpi, raccontano appuntamenti amorosi, notti insonni, tentativi di equilibrio. I loro corpi sono la loro parola, Aurélia più seria e sempre precisa, James a tratti buffo e certe volte impreciso per esigenze di scena. I rumori, i suoni, le musiche assordanti, la scena illusionista seguono e sorreggono i gesti dei quattro attori, le luci iridescenti sono poi il valore aggiunto dello spettacolo.
Nell’ultima scena i quattro attori-parenti si rincorrono nel labirinto di specchi, si trovano, si perdono nuovamente si ritrovano, le luci li seguono e riflessi investono la platea, la composizione geometrica si ricompone e puf…è finito l’incantesimo.
CAMPANIA TEATRO FESTIVAL 2026
Teatro Mercadante Napoli
17-18 giugno 2026
Rendez-vous
CON VICTORIA THIERRÉE-CHAPLIN, JEAN-BAPTISTE THIERRÉE, AURÉLIA THIERRÉE E JAMES THIERRÉE
CON LA PARTECIPAZIONE DI LUCIA LEONARDI
COSTUMI VICTORIA THIERRÉE-CHAPLIN
REALIZZAZIONE COSTUMI MONIKA SCHWARZL
DIREZIONE TECNICA GERD WALTER
REGIA LUCI SAMUEL BOVET
REGIA SUONO GUILLAUME DUGUET
MACCHINISTI DI SCENA ROXANE GRALLIEN, ALESSIO NEGRO, MONIKA SCHWARZL, GERD WALTER
ASSISTENTE DI SCENA ALESSIO NEGRO
ASSISTENTE DI REGIA ANNA OUSTINOV
MONTAGGIO SONORO LUCAS COLIN, DOMENICO PETILLO
AMMINISTRAZIONE DELPHINE LECLERC
PRODUZIONE LA COMPAGNIE DU HANNETONCOPRODUZIONE ANTHÉA, ANTIPOLIS THÉÂTRE D’ANTIBES
CON IL SOSTEGNO DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DRAC BOURGOGNE-FRANCHE-COMTÉ
Debutto assoluto