TEATRO
Quirino Galli, Tempo e Spazio nella Creazione Drammaturgica, Roma, Ginevra Bentivoglio Editoria, 2024
“In questo volume sono stati raccolti saggi che hanno in comune un’indagine intorno alla funzione di fattori come il tempo e lo spazio nella ideazione di una rappresentazione teatrale. Scritti per occasioni e sedi diverse, sono ora riproposti secondo un ordine storico. Gli argomenti trattati vanno da un esempio di rito-spettacolo alle teorie registiche del Novecento, passando attraverso l’Umanesimo, il Rinascimento, il Barocco, il Protoromanticismo tedesco e le moderne avanguardie artistiche…”


Mariateresa Pizza, Dario Fo, Roma, Carocci, 2024
“Con la raffinatezza dello storico, la curiosità dell’antropologo e l’ironia geniale del comico, Dario Fo, uomo totale di teatro, ha attraversato le vicende del nostro paese rivelando il carattere profondamente umano e politico della cultura popolare. Il volume analizza i modi e le forme della sua arte così attuale e necessaria. La scena di Fo ci apre alla complessità del reale mostrandoci non solo i fatti, ma soprattutto le possibilità e le tecniche con cui questi si possono costruire e combinare…”
Stefano Massini, Lo zar, Torino, Einaudi, 2026
“Lo Zar è un monologo ipnotico e implacabile che attraversa mezzo secolo di storia russa seguendo l’ascesa di Vladimir Putin, dall’infanzia affamata a Leningrado fino al giorno della presa del potere come presidente della Federazione russa. Stefano Massini compone una sorta di autobiografia immaginaria di Putin, strutturata in «capitoli» brevi e incisivi, che mostrano come eventi traumatici, umiliazioni infantili, una feroce autodisciplina, la fascinazione per i Servizi segreti e l’ossessione per il controllo abbiano gradualmente formato un individuo…”


Gioia Costa, Erano donne, Voce Libri, Roma, 2026
“Dopo un anno dal lancio del primo libro di VOCE (aprile 2025) il suo catalogo si arricchisce di un sesto titolo. Si tratta di “Erano donne” di Gioia Costa, introdotto dall’attrice Betti Pedrazzi. La formula editoriale è inconsueta e per molti versi innovativa: racconti per il teatro, come precisa il sottotitolo. Si tratta di cinque vite femminili emblematiche, dispiegate a cavallo dei secoli, che l’autrice concentra in veri e propri copioni in forma di monologo. Traduttrice e drammaturga, Gioia Costa vive a Roma dove si occupa di teatro contemporaneo…”
Patricia Gaborik, Il teatro di Mussolini, Paolo Lucca (traduzione di), Milano, Garzanti, 2026
“Durante il ventennio il palcoscenico fu molto più che un semplice luogo di rappresentazione: divenne un laboratorio per plasmare gli italiani. Benito Mussolini trasformò il teatro in uno strumento di formazione politica e culturale, intervenendo a seconda dei casi in veste di critico, impresario, drammaturgo e censore. Attraverso un’imponente ricerca d’archivio e un’analisi approfondita di fonti dei tipi più diversi, Patricia Gaborik ricostruisce i rapporti del regime con alcune figure centrali dell’epoca…”


Vincenzo De Gregorio (prefazione di), Aldo Di Russo (note di regia di), Mauro Scaramella (fotografie di), Il canto della sirena. Quattro canzoni a teatro: tra mito greco e mare mediterraneo, Piedimonte Matese, Softinn, 2026
“Realizzazione di un ebook multimediale e interattivo contenente video e animazioni in grado di mescolare immaginario e reale. Raccontiamo la canzone tradizionale napoletana, la sua storia e i luoghi in cui si è sviluppata in un modo inedito, nel quale il soggetto, la narrazione e lo strumento tecnologico si fondono in modo inscindibile dando luogo a un’ esperienza coinvolgente e unica. Un documento emotivo di grande valore divulgativo…”
CINEMA
Paolo Speranza, Il film perduto dei fratelli De Filippo, Napoli, la Valle del Tempo, 2024
“«I De Filippo? Meglio dei fratelli Marx», affermò senza esitazioni la stampa nazionale all’uscita del film Il Marchese di Ruvolito, diretto da Raffaello Matarazzo, da una commedia di Nino Martoglio, e interpretato da Eduardo e Peppino. Una gara di bravura che toccò il vertice nei dialoghi e nella memorabile scena del volo in mongolfiera, alimentando oggi il rimpianto per la perdita di quel lungometraggio del 1938 prodotto dalla Irpinia Films…”


Alessia Cervini, La rabbia. Un film di Pier Paolo Pasolini, Napoli, Cronopio, 2025
“Questo libro è dedicato a uno degli oggetti più strani, quasi inclassificabile, del cinema di Pasolini, La rabbia (1963), un film che scuote alle fondamenta la fisionomia estetica e politica del proprio tempo, riuscendo contemporaneamente a evocare un altro futuro e a ridisegnare la grammatica del cinema che verrà. Ma non è tutto: La rabbia rappresenta un tornante decisivo – ma non di rado sottovalutato – della stessa traiettoria pasoliniana, ricalibrando anche l’idea di cinema che fin lì il regista aveva frequentato…”
CINEMA E STORIA
Pasquale Iaccio, Rita Mariagrazia Cianci (a cura di), Salerno e il cinema, Milano, Ledizioni, 2025
“Salerno, pur essendo luogo di nascita di personaggi importanti per la storia del cinema, non solo italiano, ha finito per ignorare per lungo tempo le sue glorie cittadine. La ricerca si è proposta di ribaltare la prospettiva e di delineare uno sguardo d’insieme su Salerno e il cinema, un tema complesso che riguarda un lungo arco temporale e che investe ambiti differenti oltre la sola storia del cinema: la cultura in tutti i suoi aspetti, l’immaginario collettivo, l’antropologia, la sociologia, la comunicazione, o – meglio – il rapporto del cinema con i diversi e molteplici fenomeni sociali che si sono susseguiti dalle origini delle immagini in movimento ai nostri giorni…”

ROMANZO

Armando Bisogno, Terapie, Padova, De Tomi, 2024
“Terapie racconta quattro indagini di Andrea Malversi, commissario di Polizia di Fossa Etrusca, in precario equilibrio tra i doveri da poliziotto, le difficoltà di un papà single, la passione per il blues e il legame con amicizie antiche. Un percorso narrativo in cui la pagina scritta si rivela l’unica possibile terapia contro i piccoli, grandi drammi che agitano le quotidianità di tutti, in un intreccio di identità e storie in cui alla fine mai nulla è come sembra…”
Giuseppe de Alteriis, Non dormire e sogna, Milano, Bompiani, 2026
“Quando, ogni notte, ci addormentiamo, è come se entrassimo in una fase di non-esistenza: eppure nel sonno i nostri neuroni sono attivi. E proprio da quella massa di cellule grigie a ogni risveglio risorge qualcosa di stupefacente: la nostra coscienza. Perché dormiamo? Come nasce il nostro io cosciente? E di che cosa sono fatti i sogni? Affascinati da questi interrogativi, Salvatore e Peppe vivono insieme gli anni del liceo e dell’università, poi però i loro destini si dividono: Peppe rimane a Napoli dai suoi, passa le giornate sui social e non riesce a trovare lavoro…”


Concetta D’Angeli, Rancore, Roma, Il ramo e la foglia, 2026
“Mentre nel mondo infuria un male oscuro che ricorda la peste (il Covid), quattro amiche di vecchia data fuggono da Firenze dove abitano, e insieme si rifugiano in un casolare isolato della campagna toscana. Nella sospensione del tempo e nella convivenza forzata affiorano emozioni discordanti, irrompe il passato e scardina sicurezze, sovverte sentimenti, identità; le amiche sono obbligate a un confronto drammatico, alleggerito da episodi comici o grotteschi, reso attraverso una lingua multiforme, movimentato dalla continua alternanza delle voci e dalla variazione delle prospettive…”
ARCHEOLOGIA E STORIA
Gabriel Zuchtriegel, Quando gli Dèi lasciarono il mondo. L’ultima estate di Pompei, Milano, Feltrinelli, 2026
“Prima della catastrofe, Pompei è ancora viva: piena di traffici, desideri, rituali, paure. Ma gli dèi che l’hanno governata per secoli stanno scomparendo. L’eruzione del Vesuvio ne farà un’apocalisse. La storia, un nuovo inizio. Pompei, estate del 79 d.C. Mentre il Vesuvio si prepara a esplodere, nella città si vive come sempre: si commercia, si ama, si vota, si costruisce, si scrive sui muri…”

POESIA

Arthur Rimnaud, Le più belle poesie, Davide Brullo (a cura di), Milano, Crocetti, 2025
” “Era un uomo alto, ben costruito, quasi atletico, con il viso perfettamente ovale di un angelo in esilio, capelli castano chiaro in disordine e occhi di un azzurro pallido inquietante”: è il ritratto che Paul Verlaine fa di Arthur Rimbaud nell’antologia I poeti maledetti, pubblicata nel 1884, quando la breve stagione letteraria del poeta si è già conclusa. Una stagione precoce, da “ladro di fuoco”, come Rimbaud definisce la figura del poeta in una lettera inviata a Paul Demeny il 15 maggio 1871…”
STORIA E SOCIETA’
Marianna Aprile, La PROMESSA. Dal suffragio femminile alla prima donna a palazzo Chigi, storia di una rivoluzione incompleta, Milano, Rizzoli, 2026
“Il 1946 è un anno decisivo per le donne. Dopo un lungo percorso puntellato di conflitti, rivendicazioni ed esperienze cruciali come la Resistenza, prima con le elezioni amministrative di marzo, e poi con il referendum del 2 giugno e l’elezione dell’Assemblea costituente, le donne votano e sono votate per la prima volta. Nascono elettrici ed elette. A Montecitorio sbarcano le ventuno costituenti e il loro contributo alla Carta fissa quei principi che le battaglie di generazioni successive di donne, attiviste, femministe e parlamentari – di sinistra e di destra – riusciranno a far tradurre in leggi concrete e nuovi diritti: divorzio, aborto, maternità protetta, parità salariale, riforma del diritto di famiglia…”

CULTURA E SOCIETA’

Goffredo Fofi, Arcipelago sud. Voci e luoghi della cultura italiana, Mirko Grasso (a cura di), Milano, Feltrinelli, 2025
“Seppi di Danilo Dolci da una rivista, ‘Cinema nuovo’, che pubblicava dei fotodocumentari ‘neorealisti’, e tra quelli ve n’era uno su Partinico. Ne era autore Enzo Sellerio. Queste foto mi impressionarono molto e io, che mi ero appena diplomato maestro elementare, scrissi a Danilo ed egli mi invitò a seguirlo nel suo lavoro e la mia vita prese una strada nuova anche perché grazie a lui e al lavoro suo e delle persone che erano scese ad aiutarlo ho potuto conoscere intellettuali e politici di grande valore insieme a contadini e disoccupati analfabeti…”
STORIA E ANTROPOLOGIA
Stefano De Matteis, Paolo Pecere, Crisi e Storia. A partire da Enesto De Martino, Milano, Meltemi, 2025
“L’opera di Ernesto de Martino è oggi al centro di una riscoperta internazionale, rivelandosi un terreno fertile non solo per l’antropologia del terzo millennio, ma anche per la psichiatria, la filosofia, la storia e la letteratura.
Crisi e storia esplora questa vocazione interdisciplinare, raccogliendo le voci di chi ha impresso svolte interpretative decisive e ha rilanciato il pensiero di de Martino con prospettive inedite. Tra i temi affrontati nel volume figurano l’attualità del suo sguardo sul Mezzogiorno – dal vecchio “confine di Eboli” alla nuova frontiera afroeuropea del “caporalato” –, il folklore balcanico di vampiri e uomini lupi, il confronto con Cassirer e Heidegger, la dimensione politica del pensiero magico e la psichiatria basagliana come spazio di pratiche decoloniali…”

BIOGRAFIA

Antonin Artaud, Questo corpo è un uomo. Quaderni 1945 – 1948, Lucia Amara (a cura di), Vicenza, Neri Pozza, 2024
“Nell’ospedale psichiatrico di Rodez (1943-1946) e nella casa di cura del dottor Delmas a Ivry (1946-1948), Antonin Artaud riempie 404 quaderni di scuola a quadretti con febbrili, disordinate annotazioni a matita e a penna, intercalate da schizzi e disegni a volte sovrapposti alla scrittura. Da questa mole imponente, che non è possibile definire un’opera, Lucia Amara ha composto una antologia, scegliendo 21 quaderni e ordinandoli secondo cinque categorie, che corrispondono a temi e concetti che ritornano ossessivamente nel pensiero di Artaud di quegli anni: “corpo”, “Dio”, “soffio”, “nome”, “teatro”…”
LETTERATURA E GIORNALISMO
Riccardo Staglianò, Scrivere dal vero. Manuale di giornalismo narrativo, Palermo, Sellerio, 2025
“Si può insegnare a scrivere? Il dibattito è antico, antichissimo, ossificato ormai. È iniziato con la scrittura creativa, ovvero quella rivolta alle opere di finzione. In Nord America è stato definitivamente chiuso con una risposta affermativa. Anche in Italia le scuole abbondano e, a quanto pare, producono buoni fatturati, segno che senz’altro esiste un mercato ed evidentemente si ritiene che il prodotto abbia un valore. Ma se si può insegnare a sollecitare l’immaginazione a inventare personaggi e mondi interi, perché non si dovrebbe poter dare indicazioni su come amministrare lo stile sul terreno della non-fiction? Almeno bisognerebbe provarci. Invece non va così. Si dà il caso, infatti, che la scrittura sia l’unica materia che non insegnano nelle scuole italiane di giornalismo. E a me sembra un peccato non veniale, un torto da riparare…”

VARIA

Eliana Liotta, Michela Matteoli, La mente radiosa. I cibi e i pensieri che nutrono il cervello e rischiarano la vita, Venezia, Sonzogno, 2025
“Le nostre menti si sono accese come stelle nell’universo dei viventi. Non sappiamo come siano emerse dai circuiti nervosi primitivi ma siamo certi che possiamo coltivarle perché restino luminose, calde, magnifiche. La giornalista e saggista Eliana Liotta e la neuroscienziata Michela Matteoli propongono una visione in linea con le scoperte recenti: una mente incarnata nel cervello e in dialogo continuo con il corpo e con il microbiota intestinale. Proprio questa dimensione materiale merita interesse, a partire dall’alimentazione. Dall’analisi dei dati scientifici emerge che, in media, italiane e italiani sono carenti di sostanze essenziali per il sistema nervoso, come gli omega-3 e le vitamine B e D. Rischiamo di avere cervelli malnutriti in una società opulenta, e non stupisce che la conseguenza siano stati ansiosi, senso di fatica, disturbi del sonno o difficoltà di concentrazione…”