Il “Giugno popolare Vesuviano”

Il  “Giugno popolare Vesuviano”

Informazioni editoriali

Autore: 
Rosaria De Angelis
Titolo: 
Il “Giugno popolare Vesuviano”. Contributo alla storia del teatro popolare meridionale
Editore: 
Quaderno dell'associazione
Città: 
Napoli, Libreria Dante&Descartes
Anno: 
2013

Sollecitata dalla felice collaborazione del drammaturgo Enzo Moscato e da Antonia Lezza, questa pubblicazione nasce con l’intento di ricostruire e approfondire l’intero percorso di una manifestazione di grande spessore culturale come il Giugno Popolare Vesuviano, attraverso un’attenta e documentata ricerca delle fonti scritte, orali e delle testimonianze iconografiche. Con il patrocinio dell’Associazione “Centro Studi sul teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo” questo Quaderno, nato «da un indiscutibile bisogno di recuperare un patrimonio di idee e di risorse umane che non potevano essere tralasciate» (come afferma nella Prefazione al volume Antonia Lezza, p. 9), testimonia la necessità di recuperare un pezzo di storia del teatro, che non è solo campano, ma appartiene al patrimonio di tutta la nostra tradizione, dal momento che il Giugno è stato nel corso degli anni (e precisamente dal 1974 al 1983) una fucina di sperimentazione di nuove idee e soprattutto di nuovi linguaggi, quasi un centro nevralgico della cultura non solo locale, per l’adesione di artisti emergenti e di gruppi artistici appartenenti all’avanguardia di tutto il territorio nazionale. Tra gli artisti che aderirono a questa kermesse si ricorda qui Annibale Ruccello, allora appena ventenne, che, nel ’79, con la cooperativa “Il carro” rappresentava Rottami, una delle sue prime riscritture da Eugène Ionesco. Il Giugno nella sezione teatrale ospita alcune delle personalità più importanti del teatro italiano degli anni Settanta: Leo De Berardinis e Perla Peragallo, Carlo Cecchi, Peppe e Concetta Barra; inoltre, vanta la partecipazione di artisti di grande rilievo internazionale, quali Gardi Hutter, Rodrigue Tremblay, Living Theatre, Akademia Ruchu, il Teatro Odradek e Bob Curtis.
L’osmosi tra tradizione e innovazione – cifra costante della manifestazione  –  si realizza in particolare in spettacoli di forte impatto scenico, come per esempio Padrone e sotto di Gennaro Vitiello, libera riscrittura in dialetto sangiuseppese di Signor Puntila e il suo servo Matti di Brecht, un inedito a cui è dedicata l’ultima parte del libro. Va aggiunto che un carattere decisamente originale del Giugno rimane la forte valorizzazione delle componenti della “festa” e del “gioco”, nonché  la partecipazione attiva del pubblico, che viene coinvolto nelle performances, diventando per questo quasi un co-protagonista dell’evento spettacolare.
 Questo volume ricostruisce, con una rigorosa analisi di documenti altrimenti non recuperabili (come per esempio le stesse recensioni degli spettacoli), tutta la storia della manifestazione, che rimane ancora oggi una delle poche rassegne in cui si è verificato uno speciale connubio tra i vari campi dell’arte espressiva: dal teatro al canto, dalla fotografia alla pittura, dal cinema alla poesia: per la sezione della poesia resta memorabile la partecipazione del celebre poeta spagnolo Rafael Alberti. Le varie edizioni del Giugno sono diventate per questo innovativo aspetto multidisciplinare un laboratorio di interessanti progetti di creatività; in questo contesto sono emerse anche personalità di grande spessore artistico, come il pittore Salvatore Emblema, a cui oggi è dedicato un museo a Terzigno.
Questo Quaderno si segnala, infine, come una pubblicazione di pregevole interesse anche per la presenza di un Appendice, in cui sono presenti  documenti originali dall’Archivio di Gennaro Vitiello; un ricco corredo di fotografie della manifestazione; i Programmi e, soprattutto, le interviste a quelli che furono i protagonisti del Giugno: Franco Ammirati e Franco Virzo, Francesco e Giuseppe Emblema, Salvatore Pica e Vincenzo Federico, uno dei nove componenti, quasi tutti contadini, del gruppo musicale della Zabatta di San Giuseppe Vesuviano, che portarono in scena un patrimonio di canti popolari di antichissima tradizione.