"Il fiore che ti mando l'ho baciato" in scena il 30 marzo 2019 nella storica cornice dell’Antico Arsenale della Repubblica di Amalfi - ingresso libero fino ad esaurimento posti

30/03/2019
"Il fiore che ti mando l'ho baciato" in scena il 30 marzo 2019 nella storica cornice dell’Antico Arsenale della Repubblica di Amalfi - ingresso libero fino ad esaurimento posti

 
 
 
 
 
“Dalla Pietra alla Voce – Il Teatro in Arsenale” è il nome della rassegna nella storica cornice dell’Antico Arsenale della Repubblica di Amalfi e che si concluderà con uno spettacolo da non perdere.

 

30 marzo
IL FIORE CHE TI MANDO L’HO BACIATO
Dal carteggio 1913/1915 tra Stamura Segarioli e Francesco Fusco
Con
Annarita Vitolo
Regia
Antonio Grimaldi
 
Antico Arsenale della Repubblica di Amalfi
Inizio ore 20:00
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Telefono: +39 089 873 6204 / +39 089 871 107
 
"Lettere sigillate. Custodite. Nascoste. Imbustate. Un mezzo antico, raro. Fortunati allora siamo, se tra le mani ci capitano quelle del passato. E se "ci capitano" è perché esistono i conservatori, i nostalgici,i romantici. Una corrispondenza amorosa accompagna la storia che ora si narra. La guerra che scrive alla pace e la cerca, dalle trincee del primo conflitto al tormento di un amore a distanza. Le lettere tenevano in piedi una storia, di suggestioni e ricordi mai vissuti, e speranze e abbracci immaginati e gelosie, finché dopo cento anni, restano la voce e il palco".
 
La costruzione dello spettacolo, che rimaneggia drammaturgicamente e scenicamente un materiale inedito di contenuto storico custodito presso la Biblioteca del Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo, è stata fortemente incoraggiata da Rosa Fusco, nipote ed erede di Stamura, e da Antonia Lezza, presidente dell’Associazione. Una corrispondenza amorosa, per l’esattezza, le cui righe conservano traccia di un dramma personale e familiare che, al di là del tempo, è anche traccia di una memoria collettiva.

“Quando ho incominciato a leggere le lettere sono rimasta colpita dal loro valore, eleganti e sobrie, ricche di riferimenti letterari. Le ho lette apprezzandone lo stile e il contenuto ed ho pensato di utilizzarle per una messinscena”, dice la Prof.ssa Antonia Lezza. Nasce, quindi, in occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale, questo spettacolo, che ad oggi conta diverse repliche (a Sessa Aurunca, San Giuseppe Vesuviano, Salerno, Napoli, Amalfi, Eboli) e che l’Associazione continua fortemente a sostenere perché capace di coniugare “la Storia con la Vita, o piuttosto la Memoria Storica con quella privata”.