Bando di selezione per un numero massimo di 10 partecipanti al laboratorio di creazione teatrale a cura di Rosario Palazzolo

20/10/2018
Bando di selezione per un numero massimo di 10 partecipanti al laboratorio di creazione teatrale a cura di Rosario Palazzolo

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
BANDO DI SELEZIONE PER UN NUMERO MASSIMO DI DIECI PARTECIPANTI AL LABORATORIO DI CREAZIONE TEATRALE A CURA DI ROSARIO PALAZZOLO
 
Il Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo, Associazione no-profit presieduta dalla Professoressa Antonia Lezza, emana un bando di selezione per numero massimo di dieci partecipanti allaboratorio di creazione teatrale che il drammaturgo-attore-regista Rosario Palazzolo terrà nel mese di novembre 2018 a Napoli.
 
Titolo:
Poetica del fallimento
 
Tema e descrizione:
“Abbiamo cominciato così, sempre, da sempre, abbiamo cominciato disconoscendo il fallimento, temendo che il fallimento s’impossessasse dei nostri presupposti più rosei, e perciò abbiamo cominciato a ignorare che il fallimento, il nostro, era già in atto, con dovizia di patimenti, e che oltre a essere in atto era anche nel suo momento di maggiore espansione, e all’inizio abbiamo cominciato col rifiutare il primo fallimento, il fallimento ontologico e intrinseco e universale, il naturale processo vita/morte, immaginandoci un motore immobile che avesse la capacità di allungare il corso delle cose, ma era comunque ben poca cosa, in effetti, con tutta quella carne da giustificare, e così è finita che abbiamo cominciato a amplificare il fallimento degli altri, il fallimento del prossimo e il prossimo fallimento del prossimo, con una serietà e una abnegazione e un altruismo spropositato, e abbiamo cominciato a scorgere il fallimento ovunque, del resto è un dato di fatto che il fallimento si trovi ovunque, e abbiamo guardato ovunque, perciò, mai sazi e mai paghi, e tutti avevano almeno un fallimento e per tutti abbiamo sofferto, noi, e anzi abbiamo patteggiato per i fallimenti più impetuosi e distruggenti e definitivi e abbiamo pianto per il peggior fallimento, pure, e votato il miglior fallimento e abbiamo pregato perché quel fallimento non si verificasse più, o perlomeno quasi più, e sul quel quasi abbiamo fondato il nostro benessere, prediligendo la catastrofe, anzi il bilico, il fallimento imminente, una qualsiasi probabile rovina per cui tremare, e lì abbiamo accampato la nostra coscienza e la nostra sensibilità, temerari e mercenari e attendenti che il fallimento accadesse proprio con noi in mezzo, e poi d’improvviso perché è accaduto d’improvviso abbiamo incominciato a amarlo, il fallimento, tutto il fallimento, persino il nostro, e abbiamo imparato a esporlo e a condividerlo e a bachechizzarlo e siamo divenuti maestri dei fotoromanzi e dei fotomontaggi e dei fotoritocchi, per fare in modo che la gente provasse pietà per noi, tutta la pietà disponibile, e ci siamo battuti affinché ciascuno avesse il proprio fallimento personale, e così il fallimento è divenuto democratico, l’apoteosi del fallimento, e tutti a anestetizzare quello degli altri e Prego passi prima lei, fallisca prima lei, così poi le farò vedere io di quale fallimento sono capace, e così la società ha iniziato a fallimentare, in coro, a reti unificate, innamorandosi e innamorandosi di una poetica tesa al basso, al minuscolo, all’insufficiente, al mediocre meno meno, pretendendo di aprire i cuori e i cervelli a colpi di cipolla, affinché le lacrime fossero almeno attendibili, e millantando di raccontare la contemporaneità, nel frattempo, principalmente, una contemporaneità inesistente che ha reclamato tutta l’esistenza possibile, e perciò, detto ciò, Poetica del fallimento sarà soprattutto un percorso teatrale pieno di buche e di dossi, per dieci attori o  drammaturghi o registi o per coloro che aspirano a diventarlo, per dieci attori o drammaturghi o registi ipotetici, ché soprattutto di strade inesistenti, sarà pieno, questo percorso, e soprattutto di svolte improvvise e dirupi spaventosi e stambecchi che attraversano la strada improvvisamente e perciò occorrerà tutta la vostra attenzione, e difatti sarà un laboratorio pieno zeppo di attenzioni, soprattutto perché questa non sarà mai un’esercitazione, ripeto: questa non sarà mai un’esercitazione.
Perciò,Poetica del fallimento sarà un luogo di sperimentazione, innanzitutto.
E poi un luogo in cui ricercare o affinare la propria voce teatrale.
Si partirà dalla costruzione di brevi testi prendendo spunto dalle immagini create da Luca Mannino: dodici immagini che raccontano il fallimento, ognuna un fallimento particolare. Poi ciascun autore proverà a organizzare una regia, si occuperà delle diverse possibilità di interpretazione, partecipando attivamente alle altre messinscena, divenendo di volta in volta spettatore e interprete”.
 
Requisiti:
Nessun limite di età.
 
Calendario:
12 | 13 | 14 | 15 NOVEMBRE 2018, orario pomeridiano (15.00 - 18.00).
 
Sede:
Associazione Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo
Via Matteo Schilizzi, 16
80133 Napoli
 
Intenti:
Il bando di selezione è finalizzato ad offrire ad un numero massimo di 10 persone la possibilità di partecipare ad un evento formativo nel campo della creazione teatrale con uno dei più significativi drammaturghi contemporanei di area siciliana.
 
Condizioni:
Il costo complessivo per ciascun partecipante è di € 50,00.
Le spese di viaggio o di altro tipo sono da intendersi a carico dei partecipanti.
 
Destinatari:
Un laboratorio di creazione teatrale per drammaturghi o registi o attori o semplicemente per chi intende comprendere le dinamiche della rappresentazione.
 
Modalità di partecipazione alla selezione:
La domanda di partecipazione alla selezione, redatta in carta libera, deve essere inviata a mezzo posta elettronica entro e non il 9 novembre 2018, ore 12:00, all’indirizzo e-mail info@centrostuditeatro.it.
Nella domanda, indirizzata al Presidente dell’Associazione, il candidato dovrà indicare:

1) Nome e Cognome;
2) Luogo e data di nascita;
3) Luogo di residenza e c.a.p.;
4) Indirizzo e-mail e recapito telefonico;
6) Titolo di studio;
7) Consenso al trattamento dei dati personali forniti ai soli fini della procedura di selezione.

Il candidato allegherà alla domanda:
1) un curriculum, sottoscritto;
2) la scansione di un documento d’identità;
3) una lettera motivazionale.
 
Valutazione:
I candidati saranno valutati da una Commissione già designata dall’Assemblea dei soci dell’Associazione, composta dal Presidente e da due membri, scelti tra gli studiosi di teatro e i rappresentanti della critica teatrale.
Al termine dei lavori di valutazione, la Commissione, a suo insindacabile giudizio, stilerà una graduatoria di merito per la partecipazione al laboratorio di creazione teatrale a cura di Rosario Palazzolo.
In caso di rinuncia di un candidato si darà spazio al candidato successivo nella graduatoria di merito.
La Commissione pubblicherà la graduatoria dei partecipanti al laboratorio sul sito dell’Associazione (www.centrostuditeatro.itil 10/11/2018 entro le ore 18:00.
 
Obblighi dei partecipanti:
Ai partecipanti sarà richiesta:
- la frequenza ai quattro incontri;
- la stesura di una relazione finale (min quattro cartelle di Word) sui contenuti del laboratorio.
Contestualmente all’invio della relazione, da effettuare tramite e-mail all’ indirizzo info@centrostuditeatro.itentro il 29 novembre 2018, ovvero entro due settimane dal termine del corso, l’Associazione Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo, rilascerà regolare diploma di partecipazione, valido per gli usi consentiti dalla legge.
 
Il Presidente
(Antonia Lezza)
Napoli, 20 ottobre 2018
 
 
Note:
 
Rosario Palazzolo è nato e vive a Palermo. È drammaturgo, scrittore, regista e attore. Per il teatro ha scritto, diretto e interpretato, fra gli altri: Ciò che accadde all’improvviso (2006), I tempi stanno per cambiare (2007, con Luigi Bernardi), Ouminicch’ (2007), 'A Cirimonia (2009), Pinuocchio (2010), Manichìni (2011), Portobello never dies(2015, Premio Napoli Teatro Festival) e Lo zompo, che con Mari/age (2016) compone i primi due capitoli della quadrilogia Santa Samantha Vs Sciagura in tre mosse. La terza mossa – La veglia – prodotta dal Teatro Biondo di Palermo, ha debuttato a marzo 2018.
A febbraio 2018 ha debuttato a Torino una versione teatrale della sua novella L’ammazzatore, coprodotto da ACTI Teatri Indipendenti Torino e Teatro Biondo Palermo, di cui è stato anche attore, con la regia di Giuseppe Cutino.
Ha scritto e diretto Letizia forever(2013, premio Teatri di Vetro e MarteLive), spettacolo che ha superato le 110 repliche.
Vincitore del 18° Festival Internazionale del Teatro di Lugano, nel 2016 è stato insignito del Premio Nazionale della Critica per la sua attività di drammaturgo.
Negli anni è stato invitato dalle Università di Liverpool, Manchester, Catania, Salerno, Messina, Palermo e Capodistria (Studi di Italianistica e Letteratura Teatrale) a tenere delle lezioni sulla narrativa e il teatro italiano contemporaneo.
Ha insegnato scrittura creativa all’Accademia di belle arti di Brera (Milano), all’interno del percorso di Tecniche del restauro.
Recentemente gli è stata dedicata una tesi di laurea (Possibilità Vs. Impossibilità: la drammaturgia di Rosario Palazzolo). Per la narrativa ha scritto la novella Lammazzatore(2007), e i romanzi Concetto al buio (2010) e Cattiverìa (2013). Per il 2019 è prevista la pubblicazione del suo terzo romanzo: Saggio sulla colpa.
A fine 2016 è uscita per Editoria & Spettacolo la sua prima raccolta di testi teatrali: Iddi – Trittico dell’ironia e della disperazione.