“Giacomino e Mammà” - Recensione di Ester Gugliotta

12/04/2019
Teatro Sannazaro, Napoli

 Giacomino e Mammà
Lo scorso 12 aprile ha debuttato in anteprima nazione, nella splendida cornice del Teatro Sannazzaro, cuore pulsante della bella Napoli, “Giacomino e Mammà”, prodotto da Teatri Uniti. È questo il terzo testo catalano che il regista Enrico Iannello traduce per la scena napoletana. Dopo “Chiovè di Pau Mirò” e di “Giocatori” dello stesso autore, il regista Ianniello approda a “Conversaciones con mamà” di Santiago Carlos Oves e Jordi Galceran, esaltandone la vena tragicomica attraverso dialoghi divertenti e, allo stesso tempo, pieni di una profondità tutt'altro che scontata. Giacomino, interpretato proprio dallo stesso Ianniello, è un cinquantenne che, avendo perso il lavoro, pensa che l’eventuale vendita della casa della madre possa essere la risoluzione di tutti quei problemi economici verificatisi col passare degli anni, causa le continue richieste della moglie e dei figli. Il parere contrario della madre, arzilla ottantaduenne, tra l’altro legata sentimentalmente a un altro uomo, porterà Giacomino a riflettere sulla sua condizione famigliare e su aspetti dei rapporti umani che poco hanno a che fare con la materialità. A potenziare il testo è sicuramente l’interpretazione di Isa Danieli, icona del teatro contemporaneo, non solo napoletano, che con grande maestria ha saputo dare voce ai pensieri di una madre ironica e colma di sentimento. Isa Danieli, capace di concentrare l'attenzione del pubblico su di sé anche nei momenti più riflessivi, ha dimostrato l'importanza del rispetto dei tempi comici, della coniugazione di espressività e gestualità tipica della cultura napoletana ancor prima di quella italiana, della necessità dell'immedesimazione. Eccezionale la copertura dello spazio scenico realizzata dai due interpreti principali: il loro perenne dividersi attraverso la parola e cercarsi attraverso i movimenti ben sugellano il legame intrinseco di una madre con il proprio figlio. Eccezionale, a tal proposito, anche la costruzione della scenografia, il contrasto tra parti diverse della stessa casa e la profondità che, attraverso un telo illuminato, gli viene conferita; la dicotomia tra dentro e fuori, con un balconcino pieno di fiori che richiama alla mente ricordi di pioggia e nostalgia e che attiva l'inclinazione voyeuristica del pubblico, ormai curioso e partecipe della vicenda quotidiana che ha scosso l'universale sentire. L'interpretazione di Ianniello, a volte visibilmente sovrastato dalla bravura della partner e non troppo convincente all'inizio della storia, assume una piega diversa man mano che ci si avvicina alla fine: la presa di coscienza di nuove consapevolezze da parte di Giacomino sembra corrispondere alla perfetta unione tra l'attore e il suo personaggio che avviene solo da un certo punto in poi, quando il dialogo trascende la realtà e la morte diviene situazione ideale per dare sfogo ai sentimenti, quelli che hanno il sapore dell'eternità. Ed è sulla scia di tali riflessioni che è impossibile non soffermarsi sulla bellezza del finale, sulla sensazione purificatrice che attraversa il pubblico e diventa tangibile nella commozione di ognuno di noi, mai più gli stessi, mai più uguali a prima. È forse questo il potere del teatro? La possibilità di trascinare e, contemporaneamente, liberarci dalle passioni rappresentate in cui sappiamo riconoscerci simili? É forse questa la magia del teatro? Oggi mi dico di sì. Oggi mi dico che aveva ragione Eduardo a dire che “il teatro porta alla vita e la vita porta al teatro”. E mai come a Napoli mi è parso di capirlo.
Ester Gugliotta
 
GIACOMINO E MAMMÀ
Teatro Sannazaro
Napoli
dal 12 Aprileal 14 Aprile
 
tratto da 
Conversaciones con Mamà
di Santiago Carlo Ovès
Jordi Galceran / Jordi Galceran

traduzione e regia
Enrico Ianniello 

con 
Isa Danieli
Enrico Ianniello

produzione
Teatri Uniti